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Come scegliere uno scaldavivande

Come scegliere uno scaldavivande
  • Staff Angolo degli Acquisti
  • 5 mesi ago

Scegliere uno scaldavivande non è un’impresa così ardua, l’importante è mettere in conto sia le proprie risorse economiche sia le esigenze personali.
Quando e se cercherai di acquistare uno di questi validi strumenti, il consiglio è di tener conto, per prima cosa, della lunghezza del cavo e del suo voltaggio.

Anche se c’è da tener conto anche di altri fattori come la capienza dello scaldavivande. La capacità ti permette di misurare quanto cibo può contenere l’attrezzo e, anche in questo caso, bisogna tener conto delle proprie necessità: se sei abituato a consumare piccoli pasti non avrai di certo bisogno di uno scaldavivande di grandi dimensioni. Al contrario, se necessiti di riscaldare pietanze abbondanti, comprarne uno piccolo sarebbe inutile. Puoi portarlo ovunque perché è un attrezzo piccolo e leggero, adatto anche a chi deve spostarsi e viaggiare per lavoro.

ProdottoDimensioni Prezzo Voto Azioni
Ariete Scaldì AR799-OR
24 x 24 x 10 cm
0.95 kg
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Spice Amarillo Inox
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Rosenstein & Söhne NC2823-944
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Cosa bisogna tener conto per l’acquisto di uno scaldavivande?

Avere un buon scaldavivande permette di risparmiare denaro per il pranzo a lavoro, nonché a mangiare meglio consumando pasti più salutari fatti in casa. Gli scaldavivande, o lunchbox, si dividono in due macro categorie: attivo e passivo.

Gli scaldavivande attivi

Gli scaldavivande attivi hanno un funzionamento più specifico, ma molto semplice.
Vengono chiamati attivi perché utilizzano la corrente elettrica per poter riscaldare o conservare un piatto o una pietanza.

Che sia elettrico o dotato di una presa USB, consumerà elettricità attingendo ad una fonte energetica.

Gli scaldavivande passivi

Gli scaldavivande passivi sono quelli che non utilizzano l’elettricità, ma i materiali con cui vengono costruiti sono atti a mantenere costanti le temperature delle pietanze poste al loro interno.

Sono semplicissimi da usare, poiché non richiedono di fare nulla, se non di inserire il cibo nel contenitore e chiudere ermeticamente.
Un tipico scaldavivande passivo è la classica borsa frigo.

Meglio uno scaldavivande elettrico o uno USB?

La tecnologia avanza sempre più, il mondo è sempre più attento alle nuove tendenze anche dal punto di vista delle prese. Non è un caso che le prese USB vengano utilizzate non più per collegare solo gli smartphone, tablet, computer e tanto altro, ma vengono utilizzate anche per altri piccoli elettrodomestici. E lo scaldavivande è uno di questi.

Tuttavia, poiché le prese USB vengono utilizzate per collegare ogni genere di tecnologia, da uno scaldavivande USB non puoi aspettarti chissà quali prestazioni. Dunque se l’attacco facile della presa USB può risultare un potenziale vantaggio è anche un notevole svantaggio.
D’altro canto, il normale scaldavivande elettrico per alimenti offre prestazioni migliori e maggiore efficienza, l’unico svantaggio è trovare la presa di corrente più vicina.

Quanta elettricità consuma uno scaldavivande?

Tutti gli scaldavivande attivi, che siano USB o elettrici, consumano energia elettrica. Tuttavia, trattandosi di un piccolo elettrodomestico, lo scaldavivande consuma davvero poca elettricità. Per questo motivo, il fattore consumo viene considerato futile alla scelta del tuo futuro scaldavivande. In alternativa, questo fattore può essere valutato se si è indecisi tra due modelli molto simili.

Com’è formato uno scaldavivande?

Di solito uno scaldavivande è composto da un contenitore principale e da due o più vaschette che possono essere rimosse. Un consiglio che posso darti è quello di acquistare uno scaldavivande con contenitori removibili, perché ti sarà molto importante per effettuare la pulizia che risulterà molto più facile. Se la vaschetta non può essere rimossa, basta pulirla con una spugna.

Lo scaldavivande non si può immergere nell’acqua: è comunque un elettrodomestico, per cui potresti romperlo. I lunchbox elettrici usano l’acqua come conduttore di calore, al fine di riscaldare le pietanze. Semplicemente viene aggiunta l’acqua in un opportuno foro nello scaldavivande, si accende l’attrezzo, l’acqua di riscalda e il calore raggiunge la pietanza.
I modelli più moderni usano gel o altri materiali, risultando anche più efficienti per quanto riguarda la termoconducibilità.

Quanto impiega uno scaldavivande per riscaldare il cibo?

L’utilizzo dello scaldavivande è molto semplice e in sé non impiega grosso tempo per riscaldare le pietanze. Dipende dal tipo di pietanza che viene riscaldata. In genere ci impiega dai 20 ai 40 minuti per riscaldare una pietanza tenuta in frigo tutta la notte (e dunque molto fredda).
Il vantaggio dell’utilizzo di uno scaldavivande è che, anche se impiega molto più tempo di un normale microonde, mantiene integro l’aspetto estetico (poiché esso risulta più secco e meno “fresco”) ed organolettico del cibo.

In definitiva, quanto è meglio spendere per uno scaldavivande?

Uno dei vantaggi legati maggiormente agli scaldavivande è il loro prezzo. Quelli più economici costano poche decine di euro e durano, se utilizzati correttamente, per molti anni. Ovviamente più funzioni ha più il prezzo sale.

Gli scaldavivande più economici sono gli scaldavivande passivi e costano circa da 3 agli 8 euro, mentre quelli attivi hanno un prezzo leggermente superiore (in genere sui 10 e 15 euro). Poi ci sono quelli che posseggono pulsanti d’accensione e stop, quelli che permettono di selezionare la temperatura, quelli facilmente lavabili… più caratteristiche hanno, più saranno cari. In genere uno scaldavivande super accessoriato e di marca non costa più di 35 euro. Ad ogni modo è un oggetto che puoi facilmente trovare ad un prezzo più che accessibile.

Non sai quali sono i migliori?
➤ Vedi la nostra classifica dei migliori scaldavivande aggiornata a giugno 2017.

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